L’ultima si era celebrata più di cinquecento anni fa, quando gli ebrei di Sicilia furono espulsi da ogni territorio del Regno di Spagna con l’editto di Ferdinando di Castiglia e Isabella di Aragona: primi perseguitati della stagione dell’Inquisizione, che poi mise nel mirino luterani, calvinisti e ogni genere di “irregolari”, dalle streghe agli intellettuali.
Adesso la cerimonia ebraica di Chanukkah, la festa delle luci, torna a Palermo proprio in quel carcere del Sant’Uffizio che vide reclusi per secoli centinaia di uomini e donne accusati di eresia. Da oggi fino a mercoledì 4 dicembre, le celle dell’Inquisizione le cui mura sono coperte dalla testimonianze dei prigionieri saranno rischiarate dalle luci che ricordano la vittoria degli ebrei sull’esercito siriano nel 165 avanti Cristo, e precisamente l’episodio in cui gli uomini di Giuda Maccabeo – riconsacrando il tempio di Gerusalemme – trovarono un’ ampolla di olio puro che poteva bruciare per 24 ore e che invece bruciò per otto giorni.
