I fondali geometrizzati e le figure silenziose di Alberto Abate, gli invisibili e fantastici universi di Salvo Russo: è un omaggio alla Pittura Colta italiana, attraverso l’opera di due artisti che ne sono gli esponenti storici, la mostra “Coltissimi. Alberto Abate, Salvo Russo”, in programma a Catania dal 26 marzo al 15 maggio negli spazi di Side A, la galleria d’arte moderna e contemporanea con cui i collezionisti Giovanni Gibiino e Maurizio Cascone inaugurano la stagione artistica 2011.
| Salvo Russo - "Castagno dei cento cavalli" (Olio su tela) |
In mostra – per la cura di Francesco Gallo, critico d’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Roma – saranno circa 35 opere, oli e disegni che daranno vita a un dialogo inedito fra il segno astratto e geometrizzato della recente collezione di ritratti di Abate, che Gallo definisce come “lo svuotamento del grido di Münch nell’asfalto del reale”, e le pennellate visionarie e sognatrici di Russo dove, sempre secondo il curatore, “gli attimi di silenzio non vengono mai turbati e vige una metafisica quasi olimpica”. Romano Abate, con un’importante esperienza alla Biennale di Venezia 1984, catanese Russo, le cui opere sono presente in prestigiose collezioni come quella dei gioiellieri Bulgari e del Senato della Repubblica Italiana.