Turismo archeologico con le ali tarpate per mancanza infrastrutture e collegamenti impossibili. Questa l’analisi del vice presidente per gli Affari del Mezzogiorno U.R.P.S., già presidente della VII Commissione Archeologia, beni culturali e monumenti, Giuseppe Regalbuto. "Importanti siti archeologici come Monte Bonifato e Morgantina restano off limits per i visitatori" commenta Regalbuto, "il sito Ennese fuori dagli itinerari turistici, le scoperte del trapanese non esposte".
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| L'area archeologica di Morgantina |
Il turismo archeologico, prosegue Regalbuto, "potrebbe essere un ottimo potenziale da sfruttare in Sicilia, ma anche in questo campo non mancano i limiti, che appaiono evidenti tanto quanto l’inerzia delle istituzioni competenti ai vari livelli. Parliamo, fra tutti, di due siti archeologici in grande espansione, come quello dell’Antica Morgantina, nell’Ennese, e di Monte Bonifato, nel Trapanese. Il primo caso è sicuramente anche il più eclatante. Nelle ultime settimane di lavoro di scavi sono state riportate alla luce muri e stanze dall’antica Morgantina, nella zona della Cittadella, ricoperte da una foltissima vegetazione. Il sito archeologico, divenuto uno dei più importanti in Sicilia, dopo i primi scavi degli anni 50, è, però, fuori dagli itinerari turistici a causa della sua inaccessibilità. Eppure proprio dall’area della Cittadella provengono i più bei reperti di età preistorica ed arcaica esposti nel Museo archeologico regionale di Aidone, tra i quali anche la Venere di Morgantina. Il sito, purtroppo, non può essere visitato neanche dai più attenti fruitori dell’archeologia, poiché strade scoscese e cunette interrompono il deflusso delle acque piovane e impediscono di raggiungerlo agevolmente".

