giovedì 28 luglio 2011

Un libro bianco per i Cantieri Culturali alla Zisa

Un libro bianco, che censisce 200 mila metri quadri di spazi culturali negati a Palermo, e una “lettera aperta al/alla Sindaco che verrà”, per chiedere che i Cantieri culturali della Zisa vengano restituiti ai cittadini dopo anni di incuria e abbandono. 
Uno scorcio fatiscente dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo
Queste sono alcune delle iniziative presentate oggi dal movimento cittadino "I Cantieri che vogliamo" nel corso di una affollata conferenza stampa in cui hanno preso la parola Titti De Simone, Francesco Giambrone, Giuseppe Marsala e Sandro Tranchina.

“Serve un progetto culturale per Palermo” ha detto Titti De Simone “la cultura rappresenta un volano di sviluppo fondamentale. Già a febbraio avevamo inviato una lettera all'attuale Sindaco, colpiti dallo stato di abbandono e dall'assenza di un progetto culturale dell'Amministrazione comunale per i Cantieri della Zisa, emblema di tutti gli spazi chiusi o degradati che potrebbero essere invece destinati alla cultura. Non abbiamo mai avuto risposta e ieri abbiamo appreso la notizia che il Comune avrebbe predisposto un bando per l'assegnazione ai privati dei Cantieri culturali. Alzeremo le barricate pur di fermare questo bando. Giù le mani dai Cantieri''.
“Oggi, a pochi mesi dalle elezioni, non consideriamo più nostro interlocutore un' Amministrazione che è stata così insensibile alle istanze dei cittadini” dice Francesco Giambrone “e ci rivolgiamo a chi amministrerà Palermo in futuro perché possa farci lasciare alle spalle questi lunghi anni di decadenza civile ed etica. Confidiamo di trovare nel Sindaco che verrà quell’ascolto e quelle risposte che il Sindaco che va via non è stato capace di dare.”

“Il libro bianco è l’inizio di un lavoro di censimento e descrizione del patrimonio comunale negato ai cittadini,” dice il curatore Giuseppe Marsala “luoghi accomunati dall'essere inutilizzati e preclusi alla fruizione pubblica. Luoghi che, come i Cantieri culturali alla Zisa, potrebbero accogliere le tante realtà culturali che operano in città.”

“I Cantieri che vogliamo è un movimento che parte dal basso” dice Sandro Tranchina “il sito www.cantierizisa.it ha raccolto in pochi giorni l'adesione di più di mille persone che chiedono insieme a noi di restituire alla collettività la fruizione dei Cantieri.”

Il prossimo appuntamento del movimento è a settembre con una assemblea pubblica che predisponga la bozza di un documento programmatico.

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