giovedì 5 maggio 2011

Una mostra fotografica sul cirneco dell'Etna a Catania

Un atto d’amore nei confronti di una delle razze canine più affascinanti del mondo e a rischio di estinzione, al punto da esser stata inserita nel 2003 tra i beni immateriali da tutelare, nella Carta del rischio del Patrimonio culturale ed ambientale della Sicilia.

Così potrebbe essere definita la manifestazione “Il cirneco dell'Etna: millenni di storia, cinquant’anni di selezione”, mostra iconografica e convegno in programma domenica 8 maggio a Palazzo della Cultura di Catania e organizzata sotto l’egida dell’Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) dalla Società amatori cirneco in collaborazione con il Comune di Catania, guidato dal sindaco Raffaele Stancanelli, e con l’Assessore alla Cultura e ai grandi eventi Marella Ferrera. Sponsor tecnici La Sicilia e Simeto Docks che ha realizzato la stampa dei pannelli in esposizione fino al 15 maggio al Palazzo Platamone.

La manifestazione prende il via alle 9 con l’inaugurazione, alla presenza del sindaco e del presidente della Regione Raffaele Lombardo, della mostra iconografica e fotografica sul cirneco curata da Pucci Majorana e Elena Catarame che, visitabile fino al 15 maggio, documenta il lavoro avviato negli anni Trenta del secolo trascorso da donna Agata Paternò Castello di Carcaci. La nobildonna catanese, infatti, nel 1939 riuscì nell’impresa di coinvolgere il maggior cinologo italiano, il prof. Solaro, nella stesura dello standard del cirneco, considerato il cane più antico del Mediterraneo, come testimoniano le innumerevoli monete arcaiche siciliane in cui è effigiato e soprattutto la testa canina risalente al 4.000 a. C. custodita nel museo di Siracusa.

Nella mostra a Palazzo Platamone sono ritratti inoltre tutti i capostipite della selezione avviata negli anni Trenta sul cirneco dell’Etna, che discende con ogni probabilità da quei cani di Cirene (da cui kyrenaikos) con le orecchie a punta descritti da Aristotele, e che a loro volta – su questo gli studiosi ormai concordano - discendevano dal lupo abissino. I cani selezionati da donna Agata provenivano tutti dalla zona di Adrano, dove, al tempo dei Siculi, esisteva un importante tempio dedicato ad Adranon, difeso da mille cani sacri. Cirnechi, con ogni probabilità.

Della storia e del mito, ma anche del rilancio della razza, si parlerà nel convegno che seguirà la mostra: dopo i saluti di Giuseppe Veraldi, presidente della Società amatori del cirneco, interverranno il giornalista Felice Modica e Antonino La Barbera. Alle 13, infine, nel cortile del Palazzo, comincerà il Raduno ufficiale di razza, con il giudice Alfredo Alessandri, valido anche per l’assegnazione del Cac, il Certificato di attitudine al campionato.

La manifestazione vuol essere un’occasione di promozione di questa bellissima razza, che rischia di scomparire perché soffocata da altre ben più di moda: nel 2005 in Italia sono nati 41 nuovi cirnechi e 18.000 siberian husky. Durante il Raduno, la cui conclusione è prevista per le 16,30, sarà possibile anche ammirare deliziosi cuccioli di cirneco.

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