lunedì 22 luglio 2013

Allarme per i mosaici della Villa del Tellaro a Noto

Ancora una volta, nel corso di alcuni convegni a Noto, è stato lanciato l’allarme sul cattivo stato di conservazione dei famosi mosaici della Villa romana del Tellaro, fiore all'occhiello del territorio. Lo denuncia, con un'interrogazione parlamentare,  Vincenzo Vinciullo, vicepresidente vicario della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’Ars.

Un mosaico nella Villa romana del Tellaro
Vinciullo punta il dito contro "la mancata copertura dei mosaici ma, soprattutto, il venir meno degli effetti cromatici degli stessi, cioè la loro irrimediabile scomparsa". Viene, quindi richiesto al governo della Regione di “approntare provvedimenti urgenti, e non più rinviabili, per salvaguardare le preziose testimonianze dell’epoca romana”.

"Non occorre sottolineare – ha continuato il deputato Ars – che trattasi, insieme a quelli di Piazza Armerina, degli unici resti, in Sicilia, di mosaici di età romana e che, di conseguenza, così come tutte le altre opere ad arte, il loro valore è illimitato, e la eventuale perdita, rischierebbe di scrivere una delle pagine più vergognose nella storia della conservazione dei beni archeologici e monumentali in Sicilia".

"Di conseguenza, approfittando anche delle ingenti disponibilità economiche, circa 130 milioni di euro, che l’Assessorato ai Beni Culturali ha a disposizione, - ha concluso Vinciullo - vorremmo capire se la valorizzazione e la conservazione dei mosaici entrerà a far parte di questa programmazione, oppure si continuerà a sbandierare ai quattro venti le ingenti disponibilità economiche senza stabilire quali opere recuperare".













"Ancora una volta, nel corso di alcuni convegni tenutisi a Noto, e' stato lanciato l'allarme sul cattivo stato di conservazione dei famosi mosaici della Villa romana del Tellaro, a Noto". Lo denuncia, con una interrogazione parlamentare, Vincenzo Vinciullo, vicepresidente vicario della commissione 'Bilancio e programmazione' all'Ars. "A quanto emerge - aggiunge - si evidenzia, non solo la mancata copertura dei mosaici ma, soprattutto, il venir meno degli effetti cromatici degli stessi, cioe' la loro irrimediabile scomparsa". Al Governo della Regione, attraverso l'interrogazione, Vinciullo chiede di: "Approntare provvedimenti urgenti, e non piu' rinviabili, per salvaguardare le preziose testimonianze dell'epoca romana". "Non occorre sottolineare - puntualizza - che trattasi, insieme a quelli di Piazza Armerina, degli unici resti, in Sicilia, di mosaici di eta' romana e che, di conseguenza, cosi' come tutte le altre opere ad arte, il loro valore e' illimitato, e la eventuale perdita, rischierebbe di scrivere una delle pagine piu' vergognose nella storia della conservazione dei Beni archeologici e monumentali in Sicilia. Di conseguenza, approfittando anche delle ingenti disponibilita' economiche, circa 130 milioni di euro, che l'Assessorato ai Beni Culturali ha a disposizione, vorremmo capire se la valorizzazione e la conservazione dei mosaici entrera' a far parte di questa programmazione, oppure si continuera' a sbandierare ai quattro venti le ingenti disponbibilita' economiche senza stabilire quali opere recuperare. In Commissione 'Bilancio' - conclude - siamo, ancora, in attesa di questo elenco ma, come sempre, alle parole non seguono i fatti. Sarebbe augurabile che vi fossero meno parolai e piu' soggetti che diano risposte certe"

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