martedì 23 luglio 2013

"Prendo il corpo in parola", danza in scena a Palermo

La danza contemporanea di scena a Palermo, nell'ambito del Parco Villa Pantelleria Festival. Giovedì 25 luglio alle 21,30 si potrà assistere a "Prendo il corpo in parola", performance di musica e danza liberamente tratta dall'omonimo libro di poesie dell'autrice palermitana Francesca Guajana. In scena la danzatrice Silvia Giuffrè, che cura regia e coreografia. Musiche dal vivo di Giuseppe Rizzo, voce di Francesca Guajana, video di Cinzia Conte e scenografia e luci di Alessandro Montemaggiore.

Silvia Giuffrè
"Compiendo un viaggio immaginario attraverso il corpo - si legge nella nota dello spettacolo - ascoltiamo noi stessi e lasciamo riaffiorare i più lontani ricordi. C’è sempre un’intima verità racchiusa nei gesti che compiamo, i quali, se osservati con uno sguardo diverso, lasciano cogliere la natura del nostro essere 'artisti': ogni uomo è nei fatti un genere particolare di artista. A partire dalla consapevolezza del limite sottile tra gesto e azione, tra movimento e danza, tra suono e musica, questa esplorazione diviene ancora più autentica e sorprendente. Qualunque gesto può essere danza, ciascun suono o rumore può diventare musica, se in accordo con le nostre emozioni ... dipende dal senso che gli si dà".

"Ogni gesto - prosegue la nota - racchiude in sé la massima potenzialità estetica e una particolare valenza espressiva. Ogni suono contiene in sé la partitura completa della musica che diventerà. Anche un movimento ordinario o un suono del quotidiano possono incantare provocando un senso di meraviglia, restituendo la leggerezza del vivere. La musica e la danza si svelano complici ed esplorano insieme il senso e significato di armonia. Lo spettacolo nasce e si sviluppa dalla riflessione su due aspetti: da un lato il corpo ha memoria di sé e del suo passato, dall’altro ogni suo dire è già racconto di un’emozione. Partendo dalla quotidianità, torniamo ad essa per scoprirne l’inesauribile eloquenza. Nello spazio sospeso della scena si accende un gioco di luci e ombre e suoni in divenire. Da un respiro si genera il movimento. La performance prevede alcuni momenti di improvvisazione e di composizione istantanea in cui gli artisti si lasciano la possibilità di interagire con il contesto e lo spazio performativo ogni volta differente. Lo spettacolo si articola in quadri che riguardano diverse parti del corpo: volto, braccia, mani, spalle, ventre, gambe e piedi, e la danza esplora ed interpreta il significato e il significante delle poesie sul piano simbolico".

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