mercoledì 31 luglio 2013

"Le notti di Segesta" sotto il segno di Save Italy

Il Festival di Segesta, dopo lo stop della scorsa edizione, quest'anno non salta. Torna però in una versione speciale, ridotta in termini di tempo ma non di qualità. "Segesta non è purtroppo immune dallo stato di degrado in cui versano la Sicilia ed il suo patrimonio artistico - dichiara l'assessore alla Cultura di Calatafimi Segesta, Giovanna Mazara - ciò altro non deve che spronare gli amministratori a tentar di percorrere tutte le vie possibili per restituire il suo antico splendore alla cultura siciliana. L’intento è che questa stagione teatrale sia il primo tassello di una più che auspicabile rinascita del sito segestano sotto tutti gli aspetti, non ultimo quello dell’immagine". 

Valentina Cenni e Enrico Melozzi in "Fuochi di Bach"
Non un Festival, questa volta, ma un grande happening: cinque lunghe notti, legate da un filo rosso intorno al luogo e per quel luogo. Una stagione lunga 4 settimane, eventi immaginati e costruiti per festeggiare l’arte, per sottolineare il disagio che la cultura sta vivendo in Italia, ma anche per rilanciare con una provocazione direttamente da Segesta, e il messaggio rimanda all’importanza di resistere, di inventare nuove forme di creatività e di vita, nuovi meccanismi di intrattenimento.

Sarà Philippe Daverio a tagliare il nastro di questa stagione speciale (10 agosto), attraverso una conversazione-spettacolo sulla cultura e sul senso che dovrebbe avere in Italia, proprio partendo dal suo patrimonio artistico e culturale. Save Italy è, infatti, il suo nuovo movimento d’opinione che arriva in Sicilia a sostenere Segesta e la sua manifestazione: "Il nostro paese, ad oggi, non ce la fa a preservare il patrimonio infinito che la storia ci ha legato - dichiara Daverio – patrimonio che non è nostro, bensì di tutta l’umanità d’occidente. È per questo che deve essere salvato proprio da questa umanità: non è una richiesta di danaro, ma di sensibilizzazione d’opinione".

Sarà la conversazione-spettacolo di Daverio intorno a questo tema e all’importanza dell’arte, a dare il via ad un’inedita staffetta di notturni presso il Teatro: lungo tutta la Notte di San Lorenzo, sotto le stelle, alla sola luce del fuoco delle candele, pianisti siciliani (Domenico Argento, Beatrice Cerami, Giacomo Cuticchio, Salvatore Monzo, Rosanna Safina, Diego Spitaleri, Giulia Tagliavia, Sergio Valenza). Una spettacolare performance di fire-dancing, che prevede l'interazione di danza e suono, sarà lo speciale filo conduttore che ci condurrà, poi, alla prima alba di Segesta, con Valentina Cenni, attrice-danzatrice, Enrico Melozzi, compositore e violoncellista (ideatore de i 100 violoncelli con Giovanni Sollima): Fuochi di Bach, uno spettacolo in prima nazionale che prevede la danza con oggetti infuocati interagire con la musica del violoncello del giovane ma oggi molto conosciuto maestro Melozzi, reduce dall'opera Pinocchio The Ballett, composta per il West Australian Ballet l'anno scorso.

Quindi una notte dedicata all’Opera lirica (17 agosto) attraverso l’intramontabile Il Barbiere di Siviglia, con un protagonista siciliano come Simone Alaimo; una notte dedicata alla Musica (23 agosto) grazie alla partecipazione di quattro artisti, insieme per questa occasione, come Fabio Concato, Francesco Cafiso, Francesco Buzzurro e Giuseppe Milici; e ancora, una notte dedicata, immancabilmente al teatro classico, con una produzione che ha visto il suo debutto quest’anno al Teatro di Tindari, Le Troiane (24 agosto), per la regia e il riadattamento di Mitipretese. 

Infine il gran finale, con un omaggio ad un grande classico siciliano come il Gattopardo (31 agosto), una produzione per Segesta: nei 50 anni dall’uscita del memorabile film, Paolo Briguglia, Silvia Ajelli e Rinaldo Clementi, faranno rivivere in scena alcuni tratti del romanzo attraverso i suoi protagonisti, Angelica e Tancredi e Don Fabrizio, mentre le originali musiche di Salvatore Bonafede ispirate alla composizioni di Rota, accompagneranno alcune immagini del film.

Tutti gli eventi ruoteranno intorno ad un simbolo fondamentale delle stagioni di Segesta: gli spettacoli serali, saranno seguiti dalle immancabili albe. Gli artisti siciliani che avranno il compito di condurre il pubblico di Segesta alle prime luci del giorno saranno, dopo Fuochi di Bach, saranno: Alfio Antico, con Semu suli, semu tuttu, la Morte di Ettore raccontata da Vincenzo Pirrotta ed infine un Alba dedicata alle Sirene, dal racconto di Tomasi di Lampedusa ad Omero, con Vincenzo Ferrera e Fabrizio Romano, e le sonorizzazioni di Dario Sulis e Gianni Gebbia, che ci accompagneranno in questo viaggio onirico, nell’evento conclusivo.

Nessun commento:

Posta un commento